I ministri della Pesca dell’Unione europea hanno raggiunto lunedì 26 ottobre, durante il Consiglio Agricoltura e Pesca a Lussemburgo, un accordo politico sulle quote di pesca nel Mar Baltico per il 2027, prevedendo aumenti significativi delle catture di spratto e aringhe, mentre resteranno in vigore le restrizioni per il merluzzo, i cui stock continuano a versare in condizioni critiche.
L’intesa definisce i totali ammissibili di cattura (TAC), ovvero le quantità massime di pesce che potranno essere pescate il prossimo anno, per le principali specie commerciali del Baltico, tra cui aringhe, merluzzo, salmone, spratto e platessa. I limiti sono stati stabiliti tenendo conto delle valutazioni scientifiche del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (ICES), oltre che delle considerazioni ambientali e socioeconomiche.
Rispetto alla proposta presentata dalla Commissione europea a settembre, i ministri hanno tuttavia deciso di mantenere invariati i limiti delle catture accessorie di merluzzo, per i quali Bruxelles aveva chiesto riduzioni fino all’88%. Per diverse popolazioni di aringhe sono stati invece concordati aumenti superiori a quelli inizialmente previsti dall’esecutivo europeo.
Spratto e aringhe, aumenti delle quote fino al 71%
L’incremento più consistente in termini percentuali riguarda l’aringa del Baltico centrale, per la quale i ministri hanno concordato un aumento delle catture del 71%, portando il limite a 165.228 tonnellate, rispetto al 49% proposto dalla Commissione europea. Il nuovo quantitativo resta comunque inferiore a quello indicato nelle raccomandazioni scientifiche, nell’obiettivo di favorire il recupero della popolazione ittica. Rimarrà inoltre in vigore il periodo di chiusura della pesca di tre mesi durante la stagione riproduttiva.
Per lo spratto, il Consiglio ha approvato un aumento del 44%, portando le catture consentite a 291.590 tonnellate, in linea con la proposta della Commissione e con le raccomandazioni scientifiche. L’incremento riflette il miglioramento delle condizioni dello stock, sostenuto da una riproduzione particolarmente favorevole negli ultimi anni.
Crescono anche le possibilità di pesca per l’aringa del Golfo di Riga, con un aumento dell’11% fino a 38.183 tonnellate, mentre per l’aringa del Golfo di Botnia l’incremento sarà del 12%, fino a 62.500 tonnellate, contro il 3% proposto dalla Commissione. In quest’ultimo caso, i ministri hanno confermato le restrizioni alla pesca nelle acque costiere poco profonde durante i tre mesi della stagione riproduttiva.
Per l’aringa del Baltico occidentale, invece, il limite delle catture accessorie rimarrà invariato a 788 tonnellate, confermando il livello del 2026. Sarà inoltre mantenuta la deroga prevista per la pesca costiera su piccola scala, che la Commissione aveva proposto di eliminare.
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Merluzzo, il Consiglio respinge i tagli proposti dalla Commissione
Una delle principali differenze rispetto alla proposta iniziale della Commissione riguarda il merluzzo, le cui popolazioni nel Baltico orientale e occidentale continuano a trovarsi in condizioni particolarmente difficili.
Per favorire il recupero degli stock, la pesca mirata continuerà a essere esclusa e saranno consentite soltanto le catture accessorie, vale a dire quelle effettuate involontariamente durante le attività di pesca rivolte ad altre specie.
Il Consiglio ha tuttavia deciso di mantenere invariati i limiti del 2026, fissati a 430 tonnellate per il merluzzo del Baltico orientale e a 266 tonnellate per quello occidentale.
Una decisione che si discosta dalle indicazioni della Commissione europea, che aveva proposto una riduzione rispettivamente del 51% e dell’88%, sulla base del deterioramento delle condizioni biologiche degli stock e dei quantitativi di catture accessorie dichiarati dagli Stati membri.
Resterà in vigore anche il divieto di pesca ricreativa del merluzzo in tutto il Mar Baltico, una misura sulla quale Consiglio e Commissione hanno mantenuto la stessa posizione.
La situazione del merluzzo rimane una delle principali criticità ambientali della regione: secondo la Commissione, nonostante le misure restrittive introdotte a partire dal 2019, le condizioni degli stock non hanno mostrato miglioramenti sufficienti a consentire la ripresa della pesca mirata.
Salmone e platessa, confermate le restrizioni
Per il salmone, il Consiglio ha deciso di mantenere invariati i limiti di cattura rispetto al 2026. Nel Golfo di Finlandia il quantitativo consentito rimarrà pari a 10.232 esemplari, mentre nel bacino principale del Baltico il limite delle catture accessorie sarà di 25.537 esemplari.
Sarà inoltre mantenuta la deroga per la pesca costiera estiva nelle suddivisioni 29 N, 30 e 31. La pesca ricreativa continuerà a essere autorizzata esclusivamente per gli esemplari di salmone allevati, a differenza di quanto proposto dalla Commissione, che ne aveva chiesto il divieto.
Per quanto riguarda la platessa, i ministri hanno concordato un incremento delle catture del 3%, portando il limite a 11.237 tonnellate. Anche in questo caso, la decisione si discosta dalla proposta della Commissione, che aveva suggerito di mantenere invariati i quantitativi del 2026, nonostante le raccomandazioni scientifiche prevedessero la possibilità di un leggero aumento.
L’accordo comprende anche una decisione relativa al merluzzo norvegese nel Mare del Nord, uno stock condiviso tra Unione europea e Regno Unito. Dopo le consultazioni con Londra, gli Stati membri hanno concordato di fissare un limite UE di 300 tonnellate, esclusivamente per le catture accessorie.
Il Consiglio: “Tutelare gli ecosistemi e garantire il futuro della pesca”
Commentando l’intesa, il ministro irlandese dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e delle Risorse marine, Martin Heydon, che presiede il Consiglio Agricoltura e Pesca durante il semestre di presidenza irlandese dell’UE, ha sottolineato che l’accordo rappresenta il proseguimento degli sforzi compiuti negli ultimi anni per favorire il recupero delle risorse ittiche.
Secondo Heydon, questi interventi stanno iniziando a produrre risultati, mentre l’obiettivo dei ministri rimane quello di conciliare la ricostituzione degli stock e la protezione degli ecosistemi marini con la sostenibilità economica a lungo termine del settore della pesca e delle comunità costiere.
Il Mar Baltico continua tuttavia a essere esposto a numerose pressioni ambientali, tra cui il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’eutrofizzazione, fenomeno legato all’eccessivo apporto di nutrienti nelle acque, che favorisce la proliferazione delle alghe e può contribuire alla riduzione dell’ossigeno disponibile.
L’accordo raggiunto dai ministri dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio, dopo la finalizzazione del testo in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea.
[a cura di Simone Cantarini]
Didascalia: foto illustrativa, spratto europeo. By Женя – Own work. CC BY-SA 3.0. https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=296765

